| OGGETTO | Piano di caratterizzazione Ambientale del litorale di Maregrosso tra la Via Don Blasco e la linea di costa ai sensi dell’All. 2, Titolo V, Parte IV del D. Lgs. 152/06 – D.D.S. n. 763 del 17/07/2023 |
| Committente | Città di Messina – Dipartimento Servizi Ambientali |
| Tipologia di servizio prestato | Redazione Piano di caratterizzazione, Direzione Lavori indagini, Analisi di rischio sito-specifica |
| Periodo di esecuzione | 05/09/2022 – 04/02/2025 |
| Importo dei lavori e Categorie Servizi | € 163.895,49Suddiviso nelle seguenti categorie:P.03: € 163.895,49 |
Il sito in questione si trova nella porzione Est della città di Messina, nell’area demaniale di Maregrosso ricompresa tra la via Don Blasco e la linea di costa, ricoprendo una superficie complessiva di circa 23.000 mq per uno sviluppo lineare di circa 480,0 m.


Esso è stato oggetto in passato di un abbandono incontrollato di rifiuti speciali (pericolosi e non) provenienti da attività commerciali/industriali ed urbane. Tra le tipologie di rifiuti maggiormente rinvenute si segnalavano tra gli altri: Eternit, parti di veicoli metallici e non, carta e cartone, pneumatici usati, materiale misto proveniente dall’attività di demolizione estremamente eterogeneo e frammisto, RAEE, parti di veicolo fuori uso, legname, rifiuti ingombranti di vario genere, imballaggi, vetro, materiali isolanti, pezzame e materiale assorbente. Nel periodo intercorso tra la fine del 2019 ed il 2020, tali rifiuti sono stati mappati, censiti, classificati analiticamente ed infine rimossi ad opera del Dipartimento Servizi Ambientali del Comune di Messina.
Al fine di verificare le eventuali compromissioni ambientali prodotte dall’abbanco dei rifiuti nell’area, questa è stata oggetto – successivamente alla rimozione degli stessi – di una campagna di verifica dello stato ambientale che ha interessato il top soil, il suolo e sottosuolo (con campioni prelevati da scavi a trincea), i sedimenti marini del litorale marino costiero e la qualità dell’aria. Per alcuni campioni di suolo si sono registrati dei superamenti rispetto ai valori limite previsti dalla normativa, facendo ricorrere la fattispecie di potenziale contaminazione del sito. In ragione di ciò, il Comune di Messina ha prodotto all’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità Dipartimento Regionale dell’acqua e dei Rifiuti della Regione Sicilia ed al Libero Consorzio di Messina la notifica di potenziale contaminazione ai sensi dell’art. 244 del D. Lgs 152/06 e ss.mm.ii.
Nel contesto sopra descritto è stato, quindi, redatto dalla scrivente pH3 Engineering s.r.l. il Piano di Caratterizzazione Ambientale con i requisiti di cui all’Allegato 2 alla parte quarta del decreto (art. 242, c. 3 del D. Lgs n. 152/06): tale Piano è stato approvato con DDS n. 763 del 17/07/2023 ed è stato eseguito nel periodo dicembre 2023 – gennaio 2024. La Direzione Lavori delle indagini è stata operata dalla medesima pH3 Engineering s.r.l. Unipersonale.
Dal punto di vista dello stato di fatto dei luoghi, alla data di esecuzione delle indagini (dic 23/gen 24) si è potuto accertare che l’area si presentava sostanzialmente libera da rifiuti abbandonati sopra suolo (a parte piccoli frammenti e abbandoni di rifiuti speciali), parzialmente ricoperta da vegetazione infestante.



Le analisi eseguite hanno visto l’esecuzione di:
- N. 18 sondaggi a carotaggio continuo tipo ambientale spinti rispettivamente alla profondità di 8,00 m dal p.c.;
- N. 04 sondaggi a carotaggio continuo tipo ambientale spinti alla profondità di 8,00 m dal p.c. attrezzati con tubazione piezometrica;
- N. 01 sondaggio a carotaggio continuo tipo ambientale spinto alla profondità di 10,00 m dal p.c. attrezzato con tubazione piezometrica;
- N. 01 Cluster costituito da n°3 piezometri eseguiti a carotaggio continuo tipo ambientale (rispettivamente alla profondità di 10,00 m – 15,00 m – 20,00 m dal p.c.);
- Tomografia elettrica di resistività (E.R.T. – Electrical Resistivity Tomography);
- N. 68 analisi su suolo e sottosuolo;
- N. 6 analisi sul top soil (amianto, PCDD/PCDF, PCB);
- N. 8 analisi sulle acque sotterranee;
- N. 3 analisi di classificazione ICRAM dei sedimenti della spiaggia emersa fronte area investigata;
- N. 6 test di eluizione dei materiali di riporto;
- Determinazione dei parametri sitospecifici finalizzati all’implementazione dell’analisi di rischio;


Le analisi hanno mostrato dei superamenti dei limiti individuati dalla norma in merito alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione per i suoli (con riferimento alla colonna B della Tabella 1 di cui all’All. 5 Titolo V parte IV D.lgs. 152/06) e per le acque sotterranee (con riferimento alla Tabella 2 di cui all’All. 5 Titolo V parte IV D.lgs. 152/06).
Tale circostanza ha reso necessaria l’applicazione del processo di Analisi di Rischio Sitospecifica per la determinazione degli obiettivi di bonifica: la metodologia utilizzata è quella proposta dall’APAT nel manuale “Criteri metodologici per l’applicazione dell’analisi assoluta di rischio ai siti contaminati”, Rev. 2 del marzo 2008, nonché quella codificata dall’ASTM nel 1995 e 1998, “Standard guide for Risk Based Corrective Action Applied at Petroleum Sites – RBCA” ASTM E-1793 (1995) ASTM PS 104 (1998) che prevede un approccio graduale di approfondimento, denominato Risk-Based Corrective Action (RBCA), articolato in tre differenti livelli. L’analisi di cui al presente documento è stata condotta sino al 2° livello di approfondimento (Tier 2).
L’esecuzione dei calcoli matematici e l’applicazione dei vari modelli analitici previsti da tale procedura sono state effettuate utilizzando il software Risk-Net ver 3.2 PRO (rev. maggio 2024, che include l’applicazione dell’Analisi di Rischio sanitario ambientale sito specifica ai Materiali di Riporto (MdR) nei siti oggetto di procedimento di bonifica).
Si è proceduto, quindi, alla definizione del Modello Concettuale del sito identificando in modo univoco la sorgente primaria di contaminazione (individuata nello storico abbanco di rifiuti presenti) nonché la sorgente secondaria di contaminazione (suolo superficiale e suolo profondo e acque sotterranee):

Individuando i contaminanti indicatori della contaminazione; si sono presi in considerazione le caratteristiche meteoclimatiche della zona, la geometria delle sorgenti, i meccanismi di trasporto, le modalità di esposizione e i bersagli dell’inquinamento. Considerando i due scenari di calcolo:
- Calcolo Rischi (Modalità Diretta);
- Calcolo Obiettivi di Bonifica (Modalità Inversa),
si è addivenuti alla conclusione che il sito poteva certamente essere definito come sito contaminato.
Per quanto riguarda la matrice suolo, le concentrazioni rilevate in sorgente rendevano non ammissibile il rischio sanitario per l’uomo per le concentrazioni rilevate del parametro Benzo(a)pirene nel comparto suolo superficiale.
Nessun rischio invece è stato determinato dalle concentrazioni di inquinanti rilevate nell’orizzonte suolo profondo.
È apparso non preoccupante il quadro della contaminazione della falda, ascrivibile o valori di fondo naturale tipico della configurazione geologica di Messina (Mn), o alla influenza del cuneo salino (Solfati).
Per quanto riguarda la falda, un dato importante è che si evidenzia la non cessione nelle acque di falda di contaminanti indicatori osservati nelle matrici solide.
Si è visto che le CSR del parametro Benzo(a)pirene risulta inferiori alle corrispondenti CSC (e questo può capitare in quanto i valori tabellari di CSC rappresentano valori di screening generici validi su tutto il territorio nazionale e, quindi, non sito specifici); esse non possono essere selezionate quali obiettivi di bonifica, poiché le seconde sono le concentrazioni al di sotto delle quali il sito è, per definizione normativa ed orientamento giurisprudenziale consolidato, non contaminato.
Pertanto, le CSC vengono adottate quali obiettivi di bonifica:
- Benzo(a)pirene: 10 mg/kg
Questa condizione equivale a considerare contaminato il poligono rappresentativo del sondaggio S3, orizzonte stratigrafico 0-1 m.
Dovendo operare con una tecnologia di bonifica tipo ex-situ off site ovvero attraverso la rimozione dei materiali inquinati per l’invio a smaltimento o a trattamento presso impianti autorizzato (viste le dimensioni della sorgente contaminata è certamente la tecnologia più semplice, immediata e sostenibile dal punto di vista economico), la condizione si riconduce allo scavo e smaltimento del primo metro di terreno identificato dal poligono S3, per complessivi 1.000 mc circa.


