| OGGETTO | Rimozione delle sorgenti primarie di contaminazione nella Zona Falcata di Messina – CIG: 9514822780 |
| Committente | Autorità di Sistema Portuale dello Stretto |
| Tipologia di servizio prestato | Progetto di fattibilità tecnica ed economica (rafforzato), Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione |
| Periodo di esecuzione | 30/11/2022 – 10/08/2023 |
| Importo dei lavori e Categorie Servizi | € 16.236.415,15Suddiviso nelle seguenti categorie:P.03 € 16.236.415,15 |
La Zona Falcata, oggetto del PFTE qui presentato, ricade nel territorio comunale di Messina e costituisce la penisola a forma di falce che ne chiude il porto: uno dei più interessanti porti naturali del Mediterraneo.
La Zona Falcata, estesa per circa 70 ha, articolandosi in direzione circa SO-NE, con un’elevazione massima di circa 3 metri s.l.m., separa in due porzioni la costa ionica messinese.
L’area di interesse identificata dalla Autorità di Sistema Portuale dello Stretto (Committente del Servizio) è estesa circa 16,5 ha (165.819,5 m2) ed è delimitata ad Est dal Mar Jonio, a Ovest dalla via San Raineri (che la attraversa da SO a NE), a Nord dall’Eurobunker e a Sud dal parco San Raineri

Figura 1 – Delimitazione area di interesse
Essa è identificata geograficamente dalle coordinate UTM 33 S 549723 m E, 4226894 m N.
Figura 2 – Elenco delle sorgenti primarie di contaminazione la cui rimozione è stata oggetto del PFTE redatto da pH3 Engineering così come individuate negli studi pregressi (Università degli Studi di Messina, 2016)

La Zona Falcata è stata, nel corso del tempo, sede e oggetto di numerose attività di carattere industriale/cantieristico che hanno comportato un DECADIMENTO DELLE CARATTERISTICHE AMBIENTALI DELL’AREA. In ragione di ciò si sono susseguite negli anni diverse attività di studio e ricerca inerenti allo stato di compromissione, tra le quali una delle più importanti è stata condotta, a partire dal 2016, dall’Università degli Studi di Messina (UNIME) il cui lavoro è stato approvato dagli Enti Competenti ma con la prescrizione di aggiornare l’Analisi di Rischio a seguito della rimozione delle sorgenti primarie di contaminazione individuate negli studi:
Della redazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica per la rimozione delle sorgenti primarie di contaminazione viene incaricata la pH3 Engineering che lo redige con un livello di approfondimento tale da consentire al suo Committente (Autorità di Sistema Portuale dello Stretto) il ricorso all’appalto integrato di progettazione ed esecuzione. Il PFTE, alla data di redazione della presente offerta, risulta approvato e prossimo all’appalto dei lavori.
Di seguito si riporta una breve galleria fotografica attestante lo stato dei luoghi all’atto della redazione del PFTE:




Per l’espletamento dei servizi tecnici di rimozione e smaltimento delle sorgenti di contaminazione primaria nell’area della Zona Falcata di Messina, ed in particolare la definizione della stima dell’importo complessivo dell’intervento, si è reso necessaria l’esecuzione di analisi chimico-fisiche volte alla caratterizzazione preventiva dei rifiuti da conferire in impianti di smaltimento e/o recupero; ed in particolare:
- 15 classificazione di base e attribuzione del codice EER;
- 15 test di cessione ai sensi del DM 186/2006 per ammissibilità a recupero; in caso di non conformità, esecuzione di test di cessione ai sensi del D.M. 121/2020 per l’ammissibilità in impianto di smaltimento (ulteriori 15 test max);
- N. 3 analisi per ricerca quantitativa-qualitativa fibre amianto SEM.
Le attività di campionamento ed analisi sono state eseguite da laboratori specializzati certificati ai sensi della norma UNI EN ISO 9001-2000 ed in possesso di accreditamento o in corso accreditamento ACCREDIA ed eventualmente accreditati e/o in corso di accreditamento ISO 17025.



Inoltre, preliminarmente alla stesura del PFTE è stato effettuato (con attrezzatura di proprietà) un rilievo fotogrammetrico con Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR o UAV Unmanned Aerial Vehicle) supportato da un rilievo a terra attraverso l’acquisizione di punti di controllo mediante sistema GPS con correzione RTK. Dal rilievo eseguito e dal successivo processing sono stati restituiti i seguenti elaborati in formato digitale: Ortofoto con risoluzione 1.03 cm/px con estensione geotiff; DEM (Digital Elevation Model) 2.06 cm/px con estensione geotiff; Nuvola di punti densa con estensione las.
In fase di sopralluogo delle aree, per ogni fonte di contaminazione individuata, i tecnici hanno compilato delle schede di rilevamento con indicazioni relative alla localizzazione, descrizione degli elementi fonte di contaminazione, e documentazione fotografica di accompagnamento. Un esempio di scheda di rilevamento viene riportato di seguito:

Il progetto è stato articolato suddividendo l’area in quattro sub-aree: area degassifica, area cantieri, area campo, area inceneritore (vedasi Tavole A3) ed è stato, di fatto, basato sulla maglia (già approvata dagli Enti di Controllo nell’ambito degli studi condotti dall’Università di Messina) data da 45 quadranti delle dimensioni di 65×65 m. Gli interventi di progetto sono stati individuati in:
- rimozione rifiuti soprasuolo,
- demolizioni varie,
- aggottamento e rimozione rifiuti liquidi presenti,
- rimozione terreni contaminati da sacche di idrocarburi,
- rimozione MCA,
- rimozione del relitto del Rigoletto.



