| OGGETTO | “Lavori di Ripristino delle difese spondali lungo il torrente fortino a protezione del centro abitato” – CUP: H96B17000020006 |
| Committente | Comune di Mojo Alcantara (ME) |
| Tipologia di servizio prestato | Progettazione definitiva |
| Periodo di esecuzione | 10/08/2021 – 06/09/2023 |
| Importo dei lavori e Categorie Servizi | € 2.284.556,25Suddiviso nelle seguenti categorie:D.02: € 1.837.525,03S.04: € 332.225,32V.02: € 114.806,03 |
1.1 – StATO DEI LUOGHI
Gli interventi oggetto della progettazione sono da effettuarsi presso il Comune di Mojo Alcantara, sito nella città metropolitana di Messina.
Il territorio Comunale di Mojo Alcantara è costituito, per buona parte da un altopiano pianeggiante da 520 a 580 metri s.l.m. appartenente alla provincia di Messina ad ovest del monte Etna e confina, lungo il fiume Alcantara che costeggia il territorio comunale, con la provincia di Catania.
Il centro abitato è lambito dal torrente Fortino che, originariamente, lo attraversava in posizione quasi mediana e che, successivamente (in occasione della costruzione della stazione ferroviaria), è stato spostato in alveo artificiale in area più periferica.

1.2 – CENNI SULL’INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO, IDROGEOLOGICO E GEOLOGICO
Lo studio geologico/tecnico (espletato con altro incarico) ha avuto lo scopo di accertare l’andamento stratigrafico, le caratteristiche geologiche-strutturali, geomorfologiche e geomeccaniche dell’area oggetto di intervento. A tal fine sono stati condotti diversi sopralluoghi nelle aree integrati con indagini dirette ed indirette. Si riportano di seguito, in sintesi, gli esiti delle valutazioni, che hanno costituito la base delle scelte progettuali.
INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO – I lineamenti morfologici dell’area rilevata, sono ascrivibili ad una orografia di tipo pianeggiante, mentre a monte dell’area in oggetto il paesaggio si presenta montuoso e aspro con valori di acclività variabili in relazione alla diversa natura dei terreni interessati. Gli affioramenti a monte dell’area in oggetto, sono costituiti da rocce vulcaniche, presentano versanti aspri e con vegetazione a macchia di leopardo e da depositi Flyscoidi; essi si presentano invece con forme più aspre, dove non mancano ripide scarpate, solidamente dovute ad erosione selettiva. Questi ultimi terreni, ad andamento grossolanamente N -S, costituiscono i tratti terminali dei contrafforti della dorsale peloritana e raggiungono quote fino a 500 m. s.l.m.. Nell’area in oggetto affiorano i depositi alluvionali costituite da limi sabbiosi con all’interno ciottoli che di fatto caratterizzano tutto l’abitato di Mojo Alcantara.
INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO – La rete idrografica dell’area rilevata, rappresenta un tipico esempio di “fiumara” siciliana: è, infatti, caratterizzata da breve tempo di corrivazione, da regime molto irregolare con forti variazioni di portata e lunghi periodi d’assenza di deflussi superficiali e da un profilo di equilibrio maturo con bassa energia nella fase terminale. Il torrente Fortino risulta privo di difese spondali capaci a contenere il deflusso delle acque.
I punti di maggiore criticità si hanno in corrispondenza della confluenza con il torrente Mandre e dell’attraversamento della S.P. 2 Mojo Alcantara – Roccella Valdemone; tali situazioni, unitamente alla mancanza di manutenzione idraulica del torrente e all’innalzamento del fondo d’alveo, comporta il verificarsi di fenomeni di esondazione che possono interessare il centro abitato. Infatti, le acque, una volta fuoriuscite dalla loro sede naturale, raggiungono il centro abitato di Mojo Alcantara seguendo come via preferenziale la strada che collega gli insediamenti agricoli.
CARATTERISTICHE GEOLOGICHE-STRUTTURALI – Tralasciando le caratteristiche a grande scala, occorre rilevare che il territorio comunale di Mojo Alcantara non risulta interessato da faglie a carattere regionale ma solo da fratture, relativamente piccole, che interessano l’ammasso roccioso flyscioide, senza una particolare frequenza, e con molte soluzioni di continuità; per questo motivo è da ritenere che esse non abbiano origini profonde ma siano dettate dalla “rigidità” di tale ammasso, e quindi difficilmente cartografabili. Anche le carte geologiche, “dell’Etna” e dei “Monti di Taormina”, non riportano faglie rilevanti.
Il rilevamento geologico di superficie ha permesso di individuare nell’area investigata dai termini più antichi a quelli più recenti i seguenti tipi litologici (con solo riferimento a quelli che sono direttamente interessati dalla costruzione in progetto): vulcaniti; alluvioni attuali e recenti.
1.3 – Indagini preliminari alla progettazione
Le indagini di che trattasi sono state eseguite nel periodo luglio/agosto 2021 dal Geologo incaricato, dietro incarico conferitogli dalla Stazione Appaltante e sono consistite in:
- n° 2 Sondaggi a carotaggio continuo spinti fino alla profondità di 15 m dal p.c.;
- n° 4 prove penetrometriche S.P.T.;
- n° 3 Tomografie sismiche;
- n° 2 Prova Masw per determinare la categoria di suolo come previsto dal N.C.T. 2018;
- analisi di laboratorio, analisi ambientali ai sensi del D.P.R. D.P.R. 120/2017
e hanno permesso la determinazione dei parametri geotecnici funzionali alla progettazione vera e propria unitamente all’esclusione di condizioni di eventuale contaminazione ai sensi ambientali.

1.4 – Stato attuale del sito
Il centro abitato di Mojo Alcantara è concentrato sulla parte bassa dell’altopiano pianeggiante ad una quota di circa 530 metri s.l.m. e ad una distanza di circa 200metri dal fiume Alcantara che rappresenta la linea di massima depressione intorno ai 520 metri s.l.m.
La morfologia della sede torrentizia in oggetto, a monte dell’abitato e del tratto realizzato artificialmente, si presenta con pendenze blande e leggermente degradanti verso la confluenza del torrente stesso nel fiume Alcantara. Le sponde del torrente, a causa della sedimentazione dello stesso ed a causa delle pendenze blande presenti nel sito, si presentano basse ed a piccola inclinazione.
Il bacino imbrifero ha una superficie di circa 5 kmq e, a differenza della porzione di torrente oggetto di intervento, presenta forti pendenze raggiungendo, a breve distanza, quote di 1100 metri s.l.m. alle estreme propaggini del territorio comunale.
A causa di quanto esposto, nel caso di eventi meteorici eccezionali con forti precipitazioni, il livello idrico raggiunge il piano campagna, esondando e provocando ingenti danni sia alle attività agricole limitrofe che pericolo per la sicurezza della popolazione che fruisce delle limitrofe strade provinciali che costeggiano il letto del torrente stesso. Tali strade, in occasione degli eventi meteorici maggiormente severi, si trasformano in vie preferenziali per lo scorrimento dell’acqua esondata ad elevate velocità verso il centro abitato, posto immediatamente a valle. La situazione di pericolo era stata già individuata dall’Ufficio del Genio Civile di Messina che, in tempi precedenti rispetto alla progettazione qui descritta, aveva realizzato un primo tratto di arginatura, con carattere di somma urgenza, a partire dalla S.P. per Roccella Valdemone ed interessando circa duecento metri di letto del torrente.
In definitiva, la situazione si presentava tale da richiedere adeguate opere di intervento a monte di quelle già realizzate dall’Ufficio del Genio Civile e fino ai punti critici dell’intervento, per la salvaguardia dell’abitato e delle infrastrutture viarie minacciate dalle esondazioni.
A maggiore chiarimento delle caratteristiche attuali dei luoghi, si riporta di seguito una ridotta ma esplicativa galleria fotografica rilevata dal progettista in occasione dei sopralluoghi condotti sulle aree preliminarmente alla stesura del progetto.

1.5 – Valutazione del rischio e della pericolosità del Torrente
Preliminarmente e propedeuticamente alla definizione delle scelte progettuali puntuali è stato necessario determinare le aree potenzialmente interessate da alluvioni, ai fini della definizione della pericolosità e del rischio del suddetto torrente. La metodologia all’uopo utilizzata ha riguardato l’utilizzo del codice di calcolo HEC-RAS dell’Hydrologic Engineering Center, mediante il quale l’asta principale del tratto di torrente interessato dall’intervento è stata riprodotta attraverso l’adozione di un congruo numero di sezioni (nello specifico: 20), assunte ortogonali alla direzione della corrente idrica. Sulla base delle portate al colmo di piena relative a tre differenti periodi di ritorno (200, 100 e 50 anni) ricavate dallo studio idrologico, è stata è stata condotta la simulazione idraulica in moto permanente (Run – Steady Flow Analysis) che ha evidenziato che la quasi totalità delle sezioni era interessata da fenomeni di esondazione per i tre profili analizzati.
Si riportano di seguito: dapprima la rappresentazione del comportamento di una sezione in occasione della piena: ben visibile la condizione di esondazione (simulata con codice di calcolo HEC-RAS); successivamente una schermata significativa di detto codice di calcolo:


1.6 – Interventi di progetto
Il tratto di Torrente oggetto di intervento presenta una biforcazione in due rami, identificati rispettivamente come lato Malvagna (ad Est) e lato Roccella (ad Ovest). Nello specifico, quindi, l’intervento interesserà i seguenti tre tratti:
- Tratto A: tratto a monte della confluenza lato Malvagna;
- Tratto B: tratto a monte della confluenza lato Roccella;
- Tratto C: tratto a valle della confluenza.

In relazione a quanto detto, gli interventi di progetto previsti possono essere riassunti come segue:
- Riprofilatura dell’alveo mediante operazioni di scavo lungo l’asta torrentizia per conferire allo stesso idonee pendenze affinché sia garantita la regolare officiosità idraulica; tra questi interventi risulta compresa la realizzazione di una briglia in gabbioni, immediatamente a monte della sezione 13 del tratto A, che permetterà di ottenere un salto di 1 m rispetto allo stato attuale. Tale condizione permetterà di raggiungere le giuste pendenze anche nelle sezioni successive ai fini del raggiungimento dell’officiosità idraulica del torrente;
- Arginatura del torrente mediante gabbioni sovrapposti;
- Pavimentazione di alcuni tratti di torrente con materiale lapideo (lavico);
- Realizzazione di un attraversamento nel tratto C per garantire l’accesso ai fondi agricoli e l’utilizzo della rete di viabilità interpoderale esistente;
- Sistemazione di alcune porzioni dell’esistente viabilità interpoderale.
Di seguito alcuni particolari costruttivi:






